Limite al pagamento in contanti: quale carta scegliere?

La lotta all’evasione fiscale passa sempre di più dal controllo dei trasferimenti. Per questo motivo, i governi italiani già da qualche anno stanno introducendo regole via via più stringenti per limitare l’uso dei contanti. In futuro quindi dovremmo abituarci a pagare sempre più spesso con la carta. Nell’offerta delle banche ci sono numerose carte, anche molto diverse tra loro. Come orientarsi e come scegliere le più convenienti?

I nuovi limiti all’uso del contante

Attualmente in Italia più dei due terzi delle transazioni avviene pagando in contanti. Nell’immediato futuro questa situazione forse è destinata a cambiare, visto che gli ultimi governi sembrano intenzionati a combattere l’evasione fiscale disincentivando l’uso dei contanti.

Già da qualche anno è stato fissato un limite all’uso dei contanti per le spese superiori a una certa soglia. Dal 2020 il tetto all’uso del contante scenderà dagli attuali 3.000 euro a 2.000 euro, mentre dal 2022 si potrà pagare in contanti somme solo fino a 1.000 euro.

Nel 2020 dovrebbe partire anche la “lotteria degli scontrini”, una vera e propria lotteria di Stato che permette di vincere dei premi a estrazione per clienti ed esercenti. L’iniziativa è legata all’introduzione dello scontrino elettronico e prevede un’estrazione dedicata per i clienti che scelgono di pagare con carta di credito, prepagata o bancomat.

Vediamo quindi le differenze che esistono tra i diversi tipi di carta e quali sono le caratteristiche principali da tenere in considerazione.

Carte ricaricabili: pratiche ed economiche

Le carte ricaricabili sono la soluzione più semplice per pagare in maniera elettronica anche se non si ha un conto corrente. Le carte sono nominative, perciò il Fisco può tracciare i pagamenti, si possono usare entro i limiti del saldo disponibile sulla carta ed entro i limiti stabiliti dalle singole banche.

Avere un plafond di spesa giornaliera o mensile e il limite dei saldo disponibile rappresentano una garanzia per i clienti. Entrambe le misure permettono infatti di controllare i soldi spesi, una funzione comoda soprattutto per i genitori che affidano una carta ricaricabile ai figli.

Con le carte ricaricabili si può pagare nei negozi che aderiscono al circuito di pagamento a cui appartiene la carta, fare acquisti online o prelevare contanti. Praticamente tutte le carte possono essere usate anche all’estero. Le commissioni applicate per ogni operazione variano da banca a banca ma in genere si tratta di costi contenuti.

Si possono sottoscrivere carte ricaricabili completamente gratuite (nessun costo di emissione e nessun canone) oppure carte di pagamento che prevedono il pagamento di un canone mensile o annuale.

Le carte ricaricabili con IBAN aggiungono a tutti i vantaggi offerti dalle carte ricaricabili anche la possibilità di ricevere o inviare bonifici. In pratica, le carte con IBAN svolgono le principali funzioni di un conto corrente, racchiuse in una pratica carta da portare sempre con sé.

Carte di credito e revolving: ancora più funzionalità

Le carte ricaricabili rientrano nella categoria delle carte di debito: vale a dire che per poter essere usate è necessario che vengano ricaricate. Al contrario, le carte di credito e revolving non hanno bisogno di avere un saldo che copra la spesa da fare.

Nelle carte di credito l’addebito delle spese fatte avviene successivamente, di solito nei primi giorni o comunque entro la prima metà del mese successivo. La stessa cosa avviene con le carte di credito di tipo revolving, con la differenza che in questo secondo caso le spese fatte vengono rateizzate dalla banca. La rateizzazione comporta il pagamento degli interessi maturati sulle singole rate.

Per poter richiedere una carta di credito o revolving è necessario aver aperto un conto corrente in banca e avere l’approvazione dell’istituto di credito. La carta può essere usata nei limiti del plafond accordato e di solito ha costi di gestione e commissioni molto più alte rispetto a quelle previste per le carte ricaricabili.

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