Tassi negativi: quali sono i rischi per i conti correnti?

Complici le crisi bancarie, gli scandali speculativi e una certa diffidenza all’investimento, sempre più spesso gli italiani decidono di tenere i propri risparmi sui conti correnti. Dall’altro lato le banche, nonostante la liquidità disponibile dalla raccolta e dei fondi concessi dalla BCE nel quadro delle operazioni di Quantitative Easing, sono piuttosto restie a concedere prestiti a famiglie e imprese.

Di conseguenza, le banche dispongono di una liquidità notevole e sono in un certo senso costrette a depositarne una parte presso la BCE. La Banca Centrale Europea, per disincentivare questa pratica, applica alle banche dei tassi di interesse negativi: le banche cioè pagano per poter depositare il proprio denaro. Da qualche tempo si discute sull’opportunità di trasferire questo costo ai clienti. Quali sono i rischi concreti per chi ha fondi depositati sul conto corrente?

Lo scenario dei depositi bancari

Prima la crisi dei mutui subprime americani, che ha provocato una maggiore cautela da parte delle banche nel concedere prestiti e mutui, poi la crisi delle banche italiane con il fallimento di Banca Etruria, Banca delle Marche, Carichieti, Cariferrara, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, hanno cambiato di molto il rapporto tra risparmiatori e banche.

In questo periodo entrambi gli attori preferiscono non fare investimenti. Chi ha liquidità la versa in banca e le banche a loro volta preferiscono non investire il denaro raccolto. Anche i fondi resi disponibili dalla BCE vengono usati in minima parte per l’erogazione di prestiti a famiglie e imprese. I restanti fondi vengono depositati presso la BCE, pagando un tasso di interesse negativo, attualmente fissato allo 0,5%.

In alcuni Paesi europei, tra cui Germania, Francia e Olanda, le banche hanno iniziato a trasferire il costo dei tassi negativi sui clienti. La stessa proposta è stata fatta dall’amministratore delegato di UniCredit e presidente della European Banking Federation, Mustier.

Saranno i correntisti a pagare i tassi di interesse negativi?

La proposta di Mustier ha allarmato i correntisti. Davvero i tassi di interesse negativi saranno trasferiti a chi ha depositato la propria liquidità in banca?

Iniziamo subito col dire che no, per il momento non cambierà nulla, almeno per i piccoli risparmiatori. La stessa proposta dell’ad di UniCredit inizialmente si era concentrata solo sui conti correnti superiori a 100.000 euro. In seguito, la banca ha dichiarato che a partire dal 2020 inizierà a trasferire il costo dei tassi di interesse negativi sui conti correnti dei clienti che hanno depositi superiori alla soglia di 1.000.000 di euro. A questi clienti la banca proporrà degli investimenti, se i clienti decideranno di lasciare la liquidità sul conto, sulla parte eccedente il milione di euro, verrà applicato un meccanismo di trasmissione che tiene conto dei tassi negativi pagati dalla banca per i depositi di liquidità fatti presso la BCE.

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