Come lo stato controlla i contri correnti

Sapevi che lo Stato Italiano con scrupolosa regolarità e meticolosità è solita controllare i conti correnti di tutti i cittadini?

Cosa fondamentale che dovresti ricordare è che tali controlli vengono fatti indipendente dalla professione o dal ceto sociale del soggetto, non importa che tu sia un imprenditore, un artigiano, un dipendente o un pensionato, alla fine l’occhio dello Stato si poserà anche sui tuoi conti.

Ma perché le autorità controllano i tuoi e i nostri conti correnti? In che modo lo fanno? Vediamo di scoprirlo.

Per quale motivo vengono controllati?

I vari conti correnti vengono sottoposti ad accertamenti solitamente per contrastare l’insorgenza e il consolidamento del fenomeno dell’evasione fiscale che rappresenta il principale nemico. In virtù di ciò e ben conoscendo le tecniche per gli occultamenti illeciti, lo Stato sottopone a controllo e revisione anche quei conti appartenenti a soggetti apparentemente anonimi da un punto di vista finanziario per poter rintracciare eventualmente dei prestanome sotto mentite spoglie.

Come avvengono i controlli?

Sono diverse le metodologie attraverso cui avviene effettivamente il controllo finale:

  • Copia documentazione
  • Anagrafe conti correnti
  • Autocertificazione ISEE
  • Risparmiometro
  • Superanagrafe

Vediamoli singolarmente.

Copia documentazione

Tramite questo metodo, le autorità incaricate dell’esecuzione della procedura di controllo possono recarsi in un istituto di credito ed esigere una copia della documentazione di uno specifico correntista. La banca, per obbligo di legge, non può sottrarsi al compito ed è tenuta a fornire tutti i dati necessari per l’espletamento della pratica.

Anagrafe conti correnti

Con questa modalità non è necessario che gli incaricati della verifica si rechino fisicamente nell’istituto di credito interessato, infatti trattasi di un accertamento che avviene telematicamente. L’anagrafe dei conti correnti non è altro che un enorme database continuamente aggiornato con i dati degli utenti.

Le informazioni quali i dati anagrafici o il codice fiscale o ancora che tipo di rapporto ci sia in essere o meno con un determinato soggetto vengono aggiornati mensilmente; dati riguardanti saldi, movimenti e giacenze varie, invece, annualmente.

Autocertificazione ISEE

Anche tramite il modello ISEEE è possibile essere soggetti a controlli. Dal 1 Gennaio 2020, infatti, sappi che le autorità possono procedere all’effettiva verifica delle cifre e andare alla ricerca di eventuali difformità tra quanto dichiarato e quanto realmente in proprio possesso.

Risparmiometro

Il risparmiometro non è altro che un algoritmo con cui lo Stato effettua una semplice constatazione e raffronto tra l’importo dei risparmi depositati sul conto corrente e i redditi dichiarati.

Sappi che vengono presi in considerazione anche gli anni precedenti, non solo quello in corso e se per caso dovesse risultare uno scostamento tra i due dati con un valore approssimativo del 20%, si procederà alla fase successiva e a dei controlli più stringenti e mirati.

I comportamenti più sospetti che fanno scattare la soglia d’attenzione dell’algoritmo sono principalmente due: le operazioni finanziarie che muovono una cifra pari o superiore ai 5.000 Euro e l’assenza di prelievi, anche prolungati, sul proprio conto.

Superanagrafe

La superanagrafe, come forse avrai già intuito dal nome, è un enorme database in cui convergono sia i dati derivanti dall’Agenzia delle Entrate sia quelli della Guardia di Finanza.

Tramite questo quantitativo di dati le autorità possono accedere a informazioni fondamentali per poter scovare comportamenti sospetti: la giacenza media, la totalità dei movimenti in entrata e uscita e il saldo del conto corrente a inizio e fine anno.

Come difendersi?

Lo Stato, pur avendo facoltà d’intervenire nel controllo di qualunque cittadino, ovviamente tende a concentrarsi nell’individuazione di quei profili segnalati ad alto rischio.

Dal momento che i controlli riguardano non solo i conti correnti, ma anche:

  • Depositi titoli
  • Conti deposito
  • Carte di credito
  • Conto terzi
  • Buoni fruttiferi postali
  • Prodotti assicurativi

Ti chiederai se è possibile agire in difesa della propria privacy, la risposta fortunatamente è positiva.

Tutte le cifre che appaiono agli occhi del Fisco non giustificate saranno oggetto d’indagine esplorativa, spetta al soggetto fornire una valida giustificazione dei movimenti finanziari effettuati.

Affinché la giustificazione sia inoppugnabile da un punto di vista legale e finanziario, occorre che si tratti di una documentazione in possesso di una data certa e certificata.

Una semplice scrittura privata non ti sarà di nessuno aiuto, al contrario un’eventuale donazione, ad esempio, giustificata e certificata tramite una rapida raccomandata con ricevuta di ritorno o la scrittura di un atto notarile sono in grado di metterti al riparo dalla lente dello Stato e, in caso di controlli, di giustificarli.

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