Come evitare i controlli del Fisco

I controlli del Fisco sono sempre più precisi e automatizzati, ma ci sono dei comportamenti e alcune categorie di spesa che possono insospettire l’Agenzia delle Entrate e far scattare degli accertamenti fiscali. Ecco quali sono le spese considerate più a rischio e quali sono i comportamenti da adottare per prevenire i controlli ed evitare accuse di evasione.

Quali sono le spese sospette

L’Agenzia delle Entrate pone la sua attenzione in particolare su alcune categorie di spesa. Si tratta di beni e servizi che sono considerati più a rischio di altri, perché possono essere il segnale che si sta usando del denaro frutto di evasione fiscale.

Un sintomo dell’evasione è infatti avere consumi superiori rispetto alle cifre dichiarate. Beni considerati di lusso o costosi possono essere controllati con più attenzione dal Fisco. Alcune delle spese che rientrano in questo elenco sono:

  • l’acquisto di elettrodomestici;
  • l’acquisto di una casa;
  • l’acquisto di auto d’epoca;
  • le spese assicurative;
  • le spese mediche;
  • le spese per i servizi per la cura della persona o degli animali;
  • le spese di viaggio;
  • le spese fatte al ristorante.

Quali comportamenti evitare

Il sistema migliore per evitare i controlli del Fisco è ovviamente rispettare le regole e dichiarare tutte le entrate. Ma anche chi è in regola può incappare in controlli nel caso in cui gli algoritmi antievasione usati dal Fisco notino dei comportamenti strani.

Per evitare di incorrere in accertamenti che possono portare a multe e sanzioni è importante poter documentare tutte le spese e i versamenti fatti. Questo vuol dire che è sempre preferibile usare sistemi di pagamento tracciabili, come i bonifici e le carte di credito o di debito, ai contanti.

Per i privati sono essenzialmente due i comportamenti a rischio e da evitare:

  • fare versamenti in contanti sul conto, senza essere in possesso di documenti che possano giustificare l’operazione (come una vincita al gioco o redditi esenti o tassati alla fonte);
  • fare acquisti di beni che rientrano nella lista delle spese sospette pagando in contanti o con mezzi di pagamento non tracciabili.

Per i professionisti l’attenzione da parte del Fisco sui movimenti del conto corrente e delle carte di pagamento è ancora più alta. Attraverso controlli incrociati tra l’anagrafe dei conti correnti e i risultati di redditometro e spesometro, l’Agenzia delle Entrate riesce a identificare con sempre maggiore precisione i casi di possibile evasione.

Un buon sistema per evitare i controlli e le richieste di accertamento è assicurarsi che non ci siano scostamenti rilevanti tra le spese fatte e le entrate dichiarate. Anche il numero e l’entità dei prelievi dal conto sono tenuti sotto controllo dal Fisco, perché pochi movimenti in uscita possono essere la spia della disponibilità di fondi non dichiarati. In pratica, l’entità dei risparmi deve essere compatibile con il reddito dichiarato: se si spende solo una piccola percentuale delle somme versate sul conto l’Agenzia delle Entrate potrebbe insospettirsi.

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